Protesi PIP: MakeUPassion le ha e vuole fare chiarezza
576
post-template-default,single,single-post,postid-576,single-format-standard,theme-bridge,bridge-core-1.0.6,cookies-not-set,woocommerce-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,columns-4,qode-theme-ver-18.2,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.5,vc_responsive

Protesi PIP: MakeUPassion le ha e vuole fare chiarezza

Ciao Fanciulle,
mi scuso in anticipo perchè utilizzerò il mio blog per parlare di un argomento che non è esattamente in linea con i temi fino ad ora trattati ma, voglio parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore e vorrei usare questo mezzo per dare spazio a chi si sente poco o per niente ascoltato.

Avrete certamente sentito parlare dello scandalo PROTESI PIP che è scoppiato qualche settimana fa. Tutti i tg ne parlano, i salotti dei talk show non sono da meno e la carta stampata ci mette del suo.
Cerchiamo di riassumere la storia nel migliore dei modi.

Si tratta di protesi, prodotte dalla ditta francese PIP, contenenti materiali pericolosi per la salute e ad alto rischio rottura. Tali protesi sono infarcite di silicone adatto ad uso industriale e sospettate di essere cancerogene (per correttezza è bene dire che questa connessione non è ancora stata provata). In sostanza, il gel è un miscuglio di prodotti mai testati tra cui anche un additivo per carburanti.

Queste protesi sono state impiantate a migliaia di donne in tutto il mondo. Nel 2010, una circolare del Ministero della Salute ne vietava la commercializzazione e imponeva il ritiro di quelle già esistenti sul mercato.
Ad oggi, il Ministero della Salute invita le donne con protesi mammarie al Silicone PIP a eseguire un’ecografia e a consultare il proprio chirurgo. Fatto, la mia protesi si è rotta.

E adesso?

Ho voluto affrontare questo intevento in seguito all’asportazione di una grossa cisti che mi aveva lasciato un bel buco. Da consumatore, ho comprato un prodotto a marchio CE e…mi sono ritrovata con questa bella sorpresa. Nel 2010, le protesi sono state ritirate dal mercato, dichiarate non idonee e io non sono stata nemmeno avvisata.

Chi è responsabile di tale ingiustizia? La ditta PIP? La società che ha certificato le protesi?
Questo ce lo dirà solo il tempo. Si sa che queste cose, soprattutto in Italia, vanno per le lunghe. Ma intanto? Io cosa devo fare? Chi mi regala 10.000 Euro per un nuovo intervento? E’ chiaro che mi muoverò con attenzione e con accuratezza per avere giustizia ma sono stanca, stanca di sentire teatrini televisivi che puntano il dito su NOI DONNE DAL SENO RIFATTO come se questa fosse una colpa, come se questa fosse la giusta punizione per noi vanitose. Ricordiamo anche che queste protesi sono state utilizzate anche su donne operate di tumore. Pare che in questo caso si parli di sostituzione gratuita e questo non può che rendermi felice ma…abbiamo meno diritti solo per esserci sottosposte all’intervento per ragioni differenti dalla malattia?

Immaginatevi di comprare un TV Led per il vostro diletto, di arrivare a casa e scoprire che questo è difettoso e che nuoce alla vostra salute. Sareste pronti a spendere gli stessi soldi per sostituirlo con uno perfettamente funzionante?

A breve parteciperò ad una trasmissione televisiva per raccontare la mia esperienza ma, con questo post, vorrei dimostrare la mia vicinanza a chi, come me, sta vivendo questo incubo. Ricordiamo alla gente che rifarsi il seno non significa essere necessariamente ricchi e vanitosi. Forse l’opinione pubblica sta sottovalutando questo aspetto. Mi sembra doveroso sottolineare, inoltre, che stiamo parlando di un intervento chirurgico, non di una seduta dall’estetista!

Non abbiate paura o vergogna. Fatevi sentire! Ne avete tutto il diritto.

No Comments

Post A Comment

WhatsApp chat